Lo spazio

IL FUNARO: la nuova sede di Teatro Studio Blu



La storia, che vi invitiamo a condividere, racconta di un viaggio iniziato da oltre dieci anni, è la storia della nostra passione per il teatro, di come volontà individuali si siano incontrate fino a far nascere progetti che hanno preso forma, che si sono concretizzati e vivono grazie all’impegno e alle energie delle persone coinvolte.

Per oltre un anno abbiamo cercato una sede adatta alle nostre attività, ricerca vana, così ci siamo insediate in una ex scuola di danza.


Dal 2003 abbiamo organizzato laboratori, nove per ogni anno e seminari intensivi su temi specifici, tutto questo avendo un’unica sala di lavoro, con un avventuroso puzzle di orari. Tutto è andato bene.


A poche centinaia di metri dalla nostra sede attuale ci aspettava il Funaro. Era li, in parte adibito ad attività artigianali e in parte a magazzini. Il suo profilo si affacciava sulla strada con l’andamento tipico dei capannoni, vecchi portoni di legno, lunette con inferriate rugginose fanno intravedere strati di buio, un cancello che fu celeste cela un cortile abbandonato.

 

Era sempre stato lì, poi un giorno abbiamo scoperto che era in vendita ed i nostri sguardi lo hanno visto oltre la materia. Sogni e proposte si sono intrecciati sulle carte catastali e l’Arch. Gianluca Mora dello Studio Associato Giandebiaggi e Mora di Parma è stato incaricato di curare il progetto.

 

L’improbabile e fortunato incontro con Andres Neumann, produttore teatrale di fama internazionale, ci ha permesso di conoscere e di invitare personalità autorevoli del mondo del teatro. In particolare Enrique Vargas, fondatore e anima del Teatro de los Sentidos di Barcellona e Jean-Guy Lecat, stretto collaboratore di Peter Brook per molti anni, hanno scelto di partecipare al nostro progetto per garantirne l’organicità.

 

Nel novembre 2005 abbiamo organizzato con tutti i collaboratori dell’associazione il primo incontro esplorativo del nuovo centro con la presenza di Enrique Vargas.

Il lavoro si è concentrato sulla memoria del luogo e sull’immaginario inteso come trasformazione dello spazio. Abbiamo fatto ricerche storiche, ascoltato i racconti delle persone del quartiere, fotografato tutti i particolari e gli oggetti all’interno dei capannoni per non perdere la memoria di ciò che fu e abbiamo fantasticato, in piena libertà, il nostro “Funaro”, giocando come i bambini con le costruzioni colorate, a trasformare il nostro spazio, per sognare ciò che sarebbe stato.

 

L’idea fondamentale emersa da questo laboratorio con Enrique Vargas è stata la “conservazione”, il desiderio di mantenere il Funaro quasi come lo abbiamo trovato, intervenendo il meno possibile. Rispettare la sua storia, lasciare che siano le sue mura a parlare, per raccogliere il calore e l’energia che da sole riescono a trasmettere. L’imperativo è dunque diventato quello di adeguare noi stessi al luogo e non viceversa come normalmente accade in ogni progetto di ristrutturazione.

 

In seguito abbiamo invitato Jean-Guy Lecat, collaboratore storico di Peter Brook per quanto riguarda “lo spazio teatrale”. La straordinaria esperienza maturata da Lecat in un trentennio di lavoro a stretto contatto con il maestro inglese, ci ha aperto un’altra prospettiva, il punto di vista di chi trova uno spazio e lo trasforma per adattarlo alle proprie esigenze.

 

Con nostra sorpresa ci siamo trovate di fronte a un concetto discordante, opposto a quanto emerso dal lavoro con Vargas. Entrambi i concetti erano validi e a noi rimaneva la responsabilità e il compito di trovare il giusto equilibrio tra poesia e metamorfosi.

Figura indispensabile per fare chiarezza in un momento così delicato è stato il nostro architetto, Gianluca Mora, che ci ha supportato e sopportato fino al momento decisivo quando le nebbie si sono schiarite e abbiamo intravisto la strada.

 

È così che, nel Settembre 2009, nasce il Funaro Centro Culturale, un complesso edilizio di 900 mq che comprende una sala teatrale, due sale prove, una caffetteria, una biblioteca/centro di documentazione e una residenza oltre gli uffici dell’Associazione Culturale Teatro Studio Blu e ad altri spazi sia coperti che all’aperto.

 

Crediamo che il nostro Funaro sia il risultato delle preziose esperienze che abbiamo avuto la fortuna di vivere con queste grandi personalità. La loro saggezza e la loro disponibilità sono state strumento fondamentale per creare e definire la nostra nuova casa.