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Dal 16 al 22 settembre, in debutto nazionale IL FILO DI ARIANNA, primo lavoro di Enrique Vargas con il Teatro de los Sentidos, primo grande spettacolo labirinto per uno spettatore alla volta, premessa sia della poetica sensoriale per cui è nota la compagnia, sia del memorabile “Oracoli”.

Dal 16 al 22 settembre, in debutto nazionale IL FILO DI ARIANNA, primo lavoro di Enrique Vargas con il Teatro de los Sentidos, primo grande spettacolo labirinto per uno spettatore alla volta, premessa sia della poetica sensoriale per cui è nota la compagnia, sia del memorabile “Oracoli”.

Rischiando puoi perdere qualcosa. Non rischiando perdi tutto.

Enrique Vargas

 

Da sabato 16 a venerdì 22 settembre, dalle ore 18, al Funaro di Pistoia va in scena in debutto nazionale “Il Filo di Arianna”, primo lavoro di Enrique Vargas con il Teatro de los Sentidos, primo grande spettacolo labirinto per uno spettatore alla volta, prima tappa della poetica sensoriale per cui è nota la compagnia di casa a Barcellona, e ideale premessa del memorabile “Oracoli” (presentato anche al Funaro nel 2011).

“Il Filo di Arianna” come ogni altro spettacolo di questa compagnia composta da artisti di tutto il mondo, dichiara fin dalla locandina –fra le voci, ad esempio compare “paesaggio olfattivo” – l’intenzione di proporre un gioco che stimola l’uso dei sensi: l’invito è a trasformarsi in un viaggiatore mitologico che percorre il suo cammino attraverso le “stanze” (una gigantesca scenografia in cui entrare), sulle orme del Minotauro, antico abitante di questo spazio onirico, e sconfiggere i propri mostri.

Lo spettacolo – con la regia di Enrique Vargas, la drammaturgia di Enrique Vargas e Teatro De Los Sentidos, l’assistenza alla drammaturgia di Valentina Vargas, il coordinamento artistico di Gabriel Hernandez che, con Gabriella Salvaterra, cura anche il coordinamento tecnico, il disegno dell’immaginario ancora di Gabriella Salvaterra, il disegno luci di Francisco J. Garcia, il paesaggio olfattivo di Giovanna Pezzullo, il paesaggio sonoro di Stephane Laidet, i costumi di Patrizia Menichelli e con gli attori-ricercatori Francisco J. Garcia, Gabriel Hernandez, Stephane Laidet, Nelson Jara, Patrizia Menichelli, Giovanna Pezzullo, Gabriella Salvaterra – è un’esperienza nella quale si intreccia la storia personale di ogni individuo e la storia di Arianna e il Minotauro, un lavoro sugli archetipi, sul viaggio, sulla paura, sentimento che forse oggi più che in altri momenti richiede in termini individuali e collettivi una spiccata capacità di gestione.

Il pubblico / viaggiatore, si trasforma lentamente in un Teseo, senza neppure realizzare questa trasformazione e facendo del suo viaggio una ricerca del suo “minotauro interiore”. Nell’oscurità, perdendo la possibilità della vista, il viaggiatore ha la possibilità di esplorare tutte le potenzialità degli altri sensi. Per procedere nel viaggio è necessario seguire il filo invisibile delle proprie intuizioni, che non si limitano a fornire informazioni, ma rivelano anche la dimensione poetica legata alla memoria del corpo e alla premonizione.

L’oscurità dalla quale si è avvolti durante il percorso concede ai sensi la possibilità di nuovo linguaggio: le mani possono vedere, il naso può gustare, le orecchie possono ascoltare il silenzio. Lo sviluppo di questo linguaggio consente di avvalersi del corpo come fonte primaria di conoscenza. “Il Filo di Arianna” è uno spettacolo che ama il paradosso: per vedere bisogna chiudere gli occhi, per ascoltare c’è bisogno di silenzio, per trovarsi bisogna perdersi. Il labirinto, come sempre nei lavori di Enrique Vargas e il Teatro de los Sentidos è un viaggio di morte e di nascita.

Si passa attraverso il buio, l’ignoto, si rischia per poter tornare alla luce, alla vita, arricchiti da un’esperienza che una spettatrice spagnola ha riassunto così: “La cosa più bella è la sensazione che puoi superare la paura di ciò che non conosci: non sai dove sei né con chi sei eppure, ad un certo punto, non ti importa”.

Il Funaro è la “casa italiana” del Teatro de los Sentidos, che qui, dal 2009, ha proposto ogni stagione spettacoli e laboratori della Scuola dei Sensi. Enrique Vargas, drammaturgo e antropologo colombiano che da oltre 30 anni sviluppa un linguaggio poetico di grande influenza per il teatro contemporaneo, ha iniziato la sua strada nel mondo del teatro inventando giochi nelle piantagioni intricate e labirintiche di caffè tipiche della zona delle Ande, dove è cresciuto. Da allora il suo lavoro di creazione è stato la ricerca di un’anima di quei suoi giochi infantili proibiti e lo sviluppo di una poetica sensoriale che può riempirla di senso.

Presentare al Funaro – che vede anche il contributo di Vargas nella concezione della sua fisionomia – “Il Filo di Arianna” significa svelare agli affezionati e ai nuovi spettatori il primo capitolo, la prima sperimentazione organica di una forma di teatro che abbatte fisicamente i confini tra teatro e pubblico, invitato a svolgere un ruolo attivo come “viaggiatore” insieme agli “interpreti / abitanti” del gioco.

Enrique Vargas e il Teatro de Los Sentidos in oltre 20 anni di attività hanno presentato, i loro lavori in moltissime città europee, americane, asiatiche e australiane. Dopo la tappa toscana saranno dal 9 al 12 novembre a Le Channel, scène nationale de Calais con “Renexer”; nel 2018 saranno impegnati nella craezione di un nuovo spettacolo coprodotto ad Hong Kong.

“Il Filo d’Arianna” è per un massimo di 54 spettatori a replica, prenotazione obbligatoria al numero 0573/977225 o alla mail info@ilfunaro.org). Apertura prevendite dal 4 settembre.

Lo spettacolo è presentato nell’ambito delle iniziative di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017, in collaborazione con Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale.

16 / 22 Settembre 2017 (lunedì 18 riposo), dalle ore 18.00

IL FILO DI ARIANNA

Enrique Vargas / Teatro de los Sentidos

regia di Enrique Vargas

drammaturgia Enrique Vargas e Teatro De Los Sentidos

assistente drammaturgia Valentina Vargas

coordinazione artistica Gabriel Hernandez

coordinazione tecnica Gabriel Hernandez, Gabriella Salvaterra

disegno dell’immaginario Gabriella Salvaterra

disegno luci Francisco J. Garcia

paesaggio olfattivo Giovanna Pezzullo

paesaggio sonoro Stephane Laidet

costumi Patrizia Menichelli

attori-ricercatori Francisco J. Garcia, Gabriel Hernandez, Stephane Laidet, Nelson Jara, Patrizia Menichelli, Giovanna Pezzullo, Gabriella Salvaterra e con Gianluca Bondi, Rossana Dolfi, Manuela Fiscarelli, Natalia García Bazán,Francesca Giaconi, Francis Italiano, Carolina Núñez Kock, Fabio Pennacchia

organizzazione Claudio Ponzana

Prevendita dal 4 settembre.
Prenotazione obbligatoria, spettacolo per 1 spettatore alla volta e 54 persone a replica (un ingresso ogni 4 minuti). E’ necessario arrivare almeno 15 minuti prima dell’orario di ingresso stabilito al momento della prenotazione.

Vietato ai minori di anni 13. E’ consigliato segnalare se si è in stato di gravidanza.


Ingresso € 35, ridotto convenzioni € 33, tesserati Funaro € 30

Nel corso della serata la Caffetteria del Funaro è disponibile per l’aperitivo (non per cene).

Elenco strutture convenzionate: Centro Guide Turismo, FAI, Fondazione Pistoiese Promusica, Institut Français Firenze, Teatro Manzoni di Pistoia, Touring Club Italiano.


STAMPA

“Il Filo di Arianna ha un contatto con la dimensione emozionale che Tadeusz Kantor ha richiesto per l’Arte del Teatro…”

El Pais, España

“Il Filo di Arianna è un delirio dei sensi, una valanga di sensazioni, un fiume di emozioni, un’esperienza unica che non potete perdere…”

Le Figaro, Francia

“Nel campo delle arti dello spettacolo non ho mai avuto un’esperienza simile a quella che ho vissuto in questo spettacolo. Il Filo di Arianna non ha nulla a che fare né con il “visivo” che solitamente chiede una reazione immediata, né con il rituale noioso degli applausi ……. L’incredibile conoscenza del recuperare il profumo, ” l’angelo caduto” dei cinque sensi, la capacità di risvegliare la memoria tattile … ”

El Espectador, Colombia