SCUOLA DEI SENSI di Enrique Vargas


Il Teatro de los Sentidos, guidato dal regista e antropologo colombiano Enrique Vargas, è un gruppo di ricerca che pone al suo centro la formazione permanente come fonte vitale di rinnovamento e di approfondimento su un linguaggio e su una poetica, quella dei sensi, le cui fondamenta appartengono a tutti gli esseri umani.

Il Funaro è la Sede Italiana della Scuola dei Sensi della prestigiosa compagnia multiculturale Teatro de los  Sentidos di Barcellona da più di 10 anni.


Negli ultimi anni la compagnia è stata impegnata a esplorare le possibili applicazioni della pratica sensoriale anche in altri ambiti professionali diversi dal teatro per ampliare la visione della ricerca.

Con questa proposta si intende perciò dare spazio, non solo ad attori e professionisti della scena, ma a tutte quelle persone che sentono la necessità di scoprire nuovi punti di vista riguardo le tematiche relative al sentire, sia a livello personale che a livello professionale.

Un lavoro per chiunque sia interessato ad approfondire questa ricerca a livello personale ma anche per terapisti, psicologi, insegnanti, architetti, operatori sociali ecc.

 

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14 – 18 Marzo 2018  

Come trovare quello che non si può cercare

con Gabriella Salvaterra, Nelson Jara 
e la presenza finale di ENRIQUE VARGAS

Quando le cose perdono i loro contorni e svaniscono  impalpabili nell’aria, raggiungono la loro massima bellezza. Quando smettiamo di vedere e incominciamo a sentire, le cose si confondono con noi stessi e si trasformano in sentimenti.

                                                                       

Attraverso la conoscenza esperienziale degli elementi fondamentali del linguaggio sensoriale, ci domanderemo che cosa si intende per esperienza poética, e quali sono le condizioni per renderla possibile.

Lavoreremo insieme per amplificare i nostri sensi, recuperare la memoria del nostro corpo, imparare dai suoi segreti, e da quello che non si vede.

Spazio, corpo, percezione e immaginazione, si crea un tessuto che ci permette l’incontro intimo con noi stessi, suggerendoci nuovi sguardi e un nuovo ascolto.

Il corpo e la sua capacitá sensoriale, la curiositá, l´intimitá, la memoria, l’immaginazione, la complicitá, l’oscuritá e il silenzio, il gioco come strumento di conoscenza e trasformazione, il concetto di abitare alternativo a quello di recitare.