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Venerdì 26 giugno, dalle 20.00 un incontro dal titolo “D’istanza sociale. Con l’apostrofo, ché è una distanza pure quella”, con Stefano Bartezzaghi, in conversazione con Massimiliano Barbini e il pubblico.

Venerdì 26 giugno, al Funaro di Pistoia, dopo un aperitivo che apre la serata alle ore 20.00, in programma un incontro dal titolo “D’istanza sociale. Con l’apostrofo, ché è una distanza pure quella”, con Stefano Bartezzaghi, capace di suggerire titoli (come in questo caso), mirabili e luminose sintesi di riflessioni che ai più richiederebbero pagine e pagine di lunghi discorsi. Sarà in conversazione con Massimiliano Barbini e il pubblico.

I teatri durante l’emergenza sanitaria sono diventati emblema dei luoghi da evitare – sale chiuse, distanze ravvicinate e prolungate – e anche ora, dopo la dibattuta riapertura del 15 giugno sono organizzati per garantire il distanziamento sociale. Quando non possono farlo per motivi di capienza o risorse restano chiusi. Allo stesso tempo, in un clima in cui va ricostruita la fiducia tra le persone e in cui sarebbe opportuno, gradatamente, abbattere le distanze il teatro, spazio rituale di condivisione, nato per costruire comunità attorno a “istanze sociali”, sarebbe luogo perfetto per far rinascere quella fiducia. La riflessione di Stefano Bartezzaghi trova quindi felice collocazione in un centro che, dalla sua nascita nel 2009, ha fatto dell’accoglienza il suo punto di forza, anche partire da un sviluppo architettonico orizzontale e polifunzionale (uffici, Caffetteria, Biblioteca, sale teatrali e corte interna sono ambienti tutti sullo stesso livello, in cui si mischiano attività e persone di età, interessi, caratteristiche diverse).

Il Centro pistoiese ha riaperto per quindici giorni (fino al 27 giugno), riprendendo solo alcune delle attività (tra cui il prestito in Biblioteca e le lezioni conclusive dei laboratori annuali di teatro), per poter soprattutto ristabilire un contatto con il pubblico e questa serata è parsa un’ulteriore ottima occasione per ritrovarsi.

Stefano Bartezzaghi insegna Semiotica della creatività all’Università Iulm (Milano), collabora con La Repubblica con articoli e con un cruciverba quotidiano, ha ideato e diretto il festival “Il Senso del Ridicolo” (Livorno), dirige le collane “Campo Aperto” e “Amletica Leggera” dell’editore Bompiani. Il suo ultimo libro è: Banalità. Luoghi comuni, Semiotica, Social Network (Bompiani 2019).

La serata, che si aprirà con un aperitivo, è a prenotazione obbligatoria (ingresso e aperitivo: € 20).
La capienza è limitata a quaranta posti nel rispetto delle limitazioni di legge.



Fino al 27 giugno:

gli uffici del Funaro saranno aperti dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00

telefono 0573/977225

mail info@ilfunaro.org

la Biblioteca sarà aperta per il prestito dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 e osserverà come di consueto il giorno di chiusura il giovedì pomeriggio

venerdì 19 e sabato 20 e sabato 27 giugno la Caffetteria sarà aperta per le cene su prenotazione, durante la settimana la Caffetteria sarà aperta dalle 17.00 alle 21.30.